Tra fantasia e desiderio, l’importanza di coltivare un immaginario sessuale

“Dimmi a che cosa stai pensando” chiese l’uomo che stava davvero facendo l’amore con me, e le sue parole avevano la stessa carica dell’azione nella mia fantasia. Poiché non avevo mai smesso di fantasticare, e dal momento in cui eravamo tanto sicuri della nostra spontaneità e corrispondenza, pensai di non dovergli nascondere ciò che mi era passato per la testa. Gli raccontai la mia fantasia. Immediatamente uscì dal letto, si infilò i pantaloni e se ne andò. (Tratto da”Il mio giardino segreto” – N. Friday, 1973)

A lungo considerate tabù, le fantasie erotiche sono presenti in ognuno di noi, in modo cosciente o meno, esplicito o meno. Il sesso sarebbe poca cosa senza quella carica di desiderio, aspettative e fantasie che lo accompagnano. Considerate come rappresentazione mentale dell’appetito sessuale (Kaplan, 1995), le fantasie erotiche alimentano la sessualità e sono fonte inesauribile di emozioni e suggestioni.

Iniziamo a porre una chiara distinzione: avere una fantasia sessuale non significa desiderare necessariamente di mettere in atto quella situazione. C’è differenza tra immaginare qualcosa e voler agire qualcosa. Ovvero, tra fantasia e desiderio c’è differenza. La fantasia sessuale rappresenta “un film” utile ad alimentare ed attivare il nostro desiderio sessuale e dunque, di conseguenza, la nostra eccitazione sessuale, ovvero a far partire la sessualità. L’immaginario erotico infatti, attraverso le fantasie sessuali, costituisce la nostra capacità di autoerotizzarci mentalmente. In altre parole, quando creiamo una fantasia sessuale (spesso involontariamente)  – come ad es. fare l’amore con uno sconosciuto – la nostra mente vive quell’immagine erotica “come se” la stessimo vivendo realmente, facendo sì che aumenti rapidamente in noi il desiderio sessuale e la conseguente eccitazione, con tutti i risvolti fisiologici ad essa correlati (es. erezione/lubrificazione).

Tuttavia, è importante comprendere che se io immagino di fare l’amore con uno sconosciuto, non necessariamente vorrei farlo nella realtà. Ecco quindi la differenza tra a ciò che appartiene alla sfera del desiderio e ciò che appartiene alla sfera della fantasia, distinzione spesso fonte di enorme confusione e sensi di colpa. La sfera del desiderio riguarda ciò che io realmente vorrei fare nella mia vita sessuale. E spesso ciò che desidero, fa anche parte delle mie fantasie, costituendo un pensiero sessualmente attivante. La sfera della fantasia sessuale o erotica invece, è costituita da immagini mentali che non necessariamente si desidera agire e che spesso sono eccitanti unicamente nella fantasia stessa. Ad esempio, le ricerche mostrano come una delle fantasie sessuali delle donne è quella di essere “prese sessualmente con la forza”. Raramente però essa corrisponde ad un reale desiderio e se agita nella realtà, viene vissuta come forma di violenza, traumatica e per nulla eccitante.

Parlarne o non parlarne con il partner? Non è obbligatorio ne sempre utile condividere il proprio immaginario, certe parti vanno tenute segrete per coltivare e vivere liberamente la propria sessualità; tuttavia condividere con il partner alcune fantasie aiuta la coppia a conoscersi ed a creare un terreno fertile per aumentare la complicità di coppia. In questo caso, spieghiamo al partner se quel che gli stiamo raccontando fa parte della sfera della fantasia, e serve dunque per giocare a fantasticare insieme, o se fa parte della sfera del desiderio, ed è quindi qualcosa che vorremmo sperimentare con lui realmente.

Coltivare un “giardino segreto” dove possiamo immaginare di fare o essere quello che vogliamo, mantenendo accesa la fiamma del desiderio, rappresenta un importante indicatore di salute psicosessuale, oltre che una possibilità per vivere una sessualità appagante.