La sessualità ai tempi del coronavirus.

Gli italiani che in questo periodo stanno bene, per cercare di gestire lo stress legato all’isolamento ed alle restrizioni, si sono dilettati nella cucina, nello sport, nel giardinaggio, nella cura della casa.  Quanti però stanno dedicando tempo per coltivare la passione e l’intimità? Lo stress a cui siamo quotidianamente sottoposti, rischia di farci dimenticare la dimensione legata al piacere. Coronavirus a parte, le persone cronicamente stressate non hanno voglia di far l’amore.

Lo stress incide fortemente sulla sessualità. Dal punto di vista fisico, se eccessivo e cronico, comporta l’aumento persistente di due ormoni definiti “antisessuali” per eccellenza, ovvero adrenalina e cortisolo. Quando siamo fortemente stressati, ad esempio a causa del lavoro, dei conflitti familiari o come in questo caso della pandemia in corso, tendiamo a non avere più voglia di dedicare del tempo alla sessualità ed all’amore, sia che siamo single o in coppia.

Vivendo a stretto contatto e con rare possibilità di ritagliarsi i propri spazi, le coppie ai tempi del Coronavirus rischiano di deflagrare. Il grande rischio è di lasciarsi sopraffare dalle emozioni negative, dalla rabbia e dall’impotenza, generando una spirale negativa che purtroppo rischia di non terminare con la fine della quarantena. In un contesto sociale dove un elevato numero di partner “subisce” l’assenza di sessualità all’interno della coppia, il forzato isolamento può essere una vera e propria occasione per ritrovarsi e riscoprire se stessi e l’altro. Recenti ricerche mostrano come il sesso sia l’ingrediente generalmente mancante nelle coppie che stanno insieme da circa cinque anni. Si stima come un numero importante di coppie giovani Under 50 (circa il 35%) viva un grave disagio emotivo che porti ad un effettivo calo del desiderio, caratterizzato da una vita sessuale assente o sporadica.

Sta come sempre a noi decidere se e come cambiare le cose, cercando nuove prospettive da cui trarre spunto. In base alle norme sanitarie vigenti la sessualità può essere inclusa nella nostra quotidianità, con alcune accortezze:

Se uno dei partner è positivo oppure è a rischio o presenta sintomi è necessario rispettare la distanza di sicurezza ed evitare di dormire insieme. Tuttavia nulla è perduto, possiamo utilizzare, anche attraverso la tecnologia, il dialogo e la condivisione per raccontarci i nostri desideri, scoprire cos’è cambiato di noi ed all’interno della coppia. La coppia per ripartire può e deve farlo dalla comunicazione, anche rispetto le fantasie o i gusti sessuali. Ricordiamoci sempre che parlare di sessualità significa parlare di corpo, mente ed emozioni; dimensioni imprescindibili per il nostro benessere.

Se nessun partner è positivo, a rischio o presenta sintomi è una buona occasione per riscoprirsi attraverso il dialogo e le carezze. I gusti e le preferenze sessuali possono cambiare con il tempo, e purtroppo non è uso comune condividere tali desideri. Riprendere il dialogo interrotto sotto le lenzuola è un “dovere” per chi sta bene e lo desidera, significa onorare la vita, anche perché no con l’uso di sex toys. La presenza di figli può complicare un po’ le cose, ma nulla è perduto. Molti genitori ad esempio faticano a chiudere letteralmente la porta della loro stanza da letto, elemento essenziale per potersi ritagliare tempo e spazio per l’intimità. Avere dei figli implica necessariamente rivedere le proprie abitudini, ma allo stesso tempo non significa rinunciare alla propria coppia.

Per le coppie che vivono l’isolamento a distanza e per le persone single, l’uso consapevole e rispettoso della tecnologia attraverso ad esempio il sexting, può diventare invece un vero e proprio elemento vicario della sessualità.

La sessualità ai tempi del coronavirus può essere una rara occasione per sviluppare un atteggiamento di consapevolezza rispetto a quali possono essere i desideri, bisogni e limiti sia per me stessi che per la mia coppia. In un periodo dove il dolore e la sofferenza la fanno da padrone, la sessualità, esperita in pieno consenso e rispetto, ci fa rimanere vivi.